mercoledì 24 novembre 2010

la prima cosa bella


'Ho preso la chitarra.


E suono per te.


Il tempo d'imparare non l'ho e non so suonare, ma suono per te'.


 


Ho visto 'La prima cosa bella' di Virzì sabato e a tutt'oggi sono qui con i miei sentimenti scombussolati.


Ha rimescolato dentro. Come al solito, tutto serve e anche questo.


Il primo irrefrenabile impulso di piangere è partito più o meno al decimo minuto dall'inizio e da lì in poi non ti dico.


Però la vera passione, è cominciata verso la fine, quando ormai abbracciavi tutta la storia,  per uscire da quello e catturarmi e lavorare dentro. Per giorni.


Che bravo è stato Virzì. Immagini semplici, cariche di contenuti, di significati.


Ora, non sto qui a raccontarti la trama, ti dico solo che capire che le mamme sono donne, con il loro vissuto storico, i loro retaggi culturali, le cose che si ritrovano addosso e non vorrebbero neanche, le loro speranze e la volontà di fare il meglio di quanto sia loro possibile per i figli, non è un'attività così scontata.


Un po' come nella canzone della colonna sonora, il tempo d'imparare, a fare la mamma, non ce l'ho, è il tempo della vita vissuta insieme che me lo insegna, e forse non la so fare, ma la faccio per te.
petunia che non si sta riprendendo 

martedì 23 novembre 2010



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L'invisible est réel. Les âmes ont leur monde.


Domenica.

Rimpatriata con C. S. E., mariti e bambini al seguito.



C. si e’ trasferita in quella che era la casa dei suoi genitori, quindi la sua prima che si sposasse, quindi quella in cui io ho trascorso davvero moltissimo tempo….eh si’,  entrare li’ dentro mi ha catapultato nel passato…considerando poi la mia naturale predisposizione alla dietrologia… be' inevitabile.
 
Conosco C. dalle elementari. Banco condiviso alle medie e al liceo…poi abbiamo intrapreso percorsi diversi.
 
Conosco E. dall’asilo. Anche lei compagna di classe alle medie e al liceo.

Conosco S. da non so quando e ne avrei fatto volentieri a meno.



Il solito saluto di circostanza con lei, che chissa’ cosa pensa di me. Si e’ prepotentemente inserita tra me e C. in passato. Ha rovinato quello che c’era tra me e lei.
Limite mio. Non riesco a condividere i rapporti che reputo fondamentali per me. Sono molto possessiva.
Ma lei ha agito con cura e caparbieta’.



C. e’ buona. Fondamentalmente buona, estremamente diplomatica, e’ tutto quello che non sono io.
Sento che quando ci rivediamo prova una sorta di rimpianto, c’e’ sempre un’ombra di tristezza nel suo saluto quando ci lasciamo.
Cosi’ e’.
Anche se e’ depositaria di mille piccoli e grandi segreti che mi riguardano. Ormai non potra’  piu’ essere come un tempo.
Mi sono sentita tradita da lei, tanto.



Le guardavo. 
Anzi consideravo la situazione. C. ha sposato
B. che e’ stato l’amore di sempre di E. La quale, invece, ha sposato M….ottima scelta direi. B. si e’ rivelato essere pesante, scontento e costantemente insoddisfatto, molto tirchio ed egoista. S. ha sposato C…..povero C…. In totale scorazzavano 7 bambini per casa, piu’ uno/a che se ne sta ancora accoccolato nel ventre materno…..non il mio!



Le guardo, torno al passato e indovina dove vado??? Da C., ma non C. lei, C. lui. Figurati se non finisco li’ un’altra volta. Loro tre hanno seguito la storia dall’inizio, anzi S. no, C. (lei) anche fino all’epigolo. Lei sa tutto, le altre no. Tu lo sai? Petu? Non lo so.

Che strana sensazione che mi ha lasciato rivederle. Ma credo che sia il luogo piu’ di tutto il resto.



Quanto ho pianto nella sua camera? Si’ anche riso…..
Pero’ non e’ mai stata amicizia come la nostra. Non cosi’ profonda. E’ questo che mi e’ sempre mancato in loro. Non c’e’ mai stata condivisione….nessuna empatia. Anche l’affetto e’ diverso. Petu, io ti adoro, lo sai e te lo dico.
Con loro era come coprire il ghiaccio con tante coperte…

E. opportunista e traditrice. Ha giocato un ruolo fondamentale nella mia non-storia con
C. Ne sono sicura.
Se tornassi indietro, farei tutto da sola. Non cercherei il loro appoggio e la loro falsa complicita’. Troverei il coraggio per affrontarlo.
Vaffanculo, guarda se ci penso. Cinque anni cosi’….e poi il ritorno e poi quella telefonata e poi la morte.
Cosa voleva dirmi? Cosa aveva in mente? Chiamarmi alle due di notte…lui poi. Non avrei mai potuto giustificare una sua chiamata, proprio sua, a quell’ora a chi mi sta accanto. Il telefono era spento. Per fortuna? No, adesso avrei preferito trovare mille giustificazione ma sapere cosa voleva dirmi.....dopo due ore la morte.
Ma prima o poi riusciro’ a dimenticare tutto, voglio mettere il passato in un angolo. Voglio segregarlo. Non ne posso piu’.

Non sto seguendo un filo logico....



Se penso adesso ad E. e S. che sono diventate cosi’ amiche e che sparlano di C.; e C. mi dice che S. la chiama tutte le mattine per salutarla…, ma poi E. mi racconta i fatti di C. che le ha riferito S…..

Sono felice di esserne fuori.

Non capisco nemmeno perche’ mi invitino sempre a queste rimpatriate. Be’…si’ le conosco dall’asilo, abitiamo molto vicine…sara’ per questo, perche’ non hanno altro motivo.

Ma soprattutto…perche’ ci vado?
 
Emma persa tra i pensieri.

lunedì 22 novembre 2010

apparizioni, sparizioni


Dunque, tuta di pelle nera da motociclista mancata, anfibi, cartucciera incrociata in spalla, cerbottana  azzurra con linee longitudinali nere tipo inter, con mirino in fondo.
Salgo sul mio piccolo nuraghe pronta a fare fuoco.
Palline di carta masticate, fanno malissimo, ma vedi la furia come si è ridimensionata? La notte mi ha fatto bene.
Perché il tentativo in zona cesarini di riportare lo status quo ante, come se nulla fosse, forse mi indispone ancora di più che non l’intera faccenda della sparizione.
Avevo già decantato la mia delusione sulla presa di coscienza che il virtuale non sia l’iperuranio (neanche qui liberi!!), ma pentirsi quando si sta facendo osservazione di categoria mi sembra troppo.
Correlazione è diverso da causalità.
Uh, ti vedo.
Carico, respiro, sparo.
Spot!
Beccata!
Adesso vediamo a chi tocca.
 
Petu-soldato difensore dell’iperuranio


Non e' marzo.
Il mio mese.
Quando sento forte il cambio della stagione.
Il risveglio dei sensi, intenso, immenso.
Marzo mi appartiene, si percepisce, rinasco.
E' novembre.
Solitamente cupo e indolente.
No, questo novembre e' differente.
Cosa traspare?
Riferimenti espliciti.
Chi si avvicina sente il bisogno di parlarmi di sesso, possibile?
Arrivo in ufficio:
G: "Ah, oggi metti un certo prurito...."
Io: "Buongiorno anche a te G.".
Io: "Voglio un caffe', chi mi accompagna?"
A: "Io"
Io:" Va bene A, andiamo"
A: "No, non salgo solo in ascensore con te, oggi sei aggressive, mi inquieti.."
Io: "Ok, fai le scale, ti fara' bene."
Apro la posta...messaggio di B. "'mazza Emma, premesso che essere mamma e' la piu' grande soddisfazione .... a vederti sembra che sei appena uscita dall'universita'. Non so se fai particolari sacrifici, sport, o se la tua di mamma ti ha fatto qualche regalo particolare insieme a madre natura, ma fisicamente sei uno schianto ...L'aggettivo che meglio da' l' idea e' che sei davvero gnocca ...un po' colorito ... ma arriva subito ;-) Dagli per favore il significato piu' aulico che puoi ...  ma lo sei ...varrebbe la pensa spostarsi di gruppo solo per lavorare con te e vederti tutti i giorni .... ma non vorrei che poi succedesse l'effetto contrario ... che a forza di guardarti, ne risentisse il rendimento ....ahhhh .. beata bellezza ... quanto sei sprecata qui ...."
E quella di P. con un subject innocente "buona giornata", apro: " ....... A volte nella vita siamo testimoni di Meraviglie, e non ci rimane altro che osservare la loro semplice Magnificenza, stando attenti a non perturbarle: un po' come le farfalle quando escono dal bozzolo .....Vedi cosa ispiri ? Ed e' bastato vederti arrivare dal parcheggio ..... pensa un po' ...."
Ok, grazie. Lusingata da entrambi.
Ma cosa sono diventata?
Vado in mensa sola con G1.
Di fronte ad un riso in bianco che sazia ma non ingrassa e che non ha niente di afrodisiaco mi ritrovo immersa in una discussione sul piacere.
Si', G1 e' sempre molto reattivo e propositivo. Mi dice cosa farebbe, come, quando...Tanti modi, come gli piace.
Ma sorride. Lo conosco da dieci anni, sa che puo' dire e non fare.
Un'ora e mezza di continue allusioni mi lasciano perplessa.
G1:"Raccogli i capelli" e apre la finestra che diventa uno specchio. Prende il telefono. "Ti faccio una foto".
Io:"Anche no G1. Grazie per il pranzo, buon lavoro".
E poi c'e' N. il nostro N. a cui siamo affezionate. Lui non mi ha mai vista, non sa chi sono, come sono. Parliamo, anzi scriviamo. E vai di mistress, master e slave...E mi lascia con le dieci fantasie da scoprire....(N. che leggi, giocosamente..).
Questo e' il mio novembre.
Non e' marzo.
E' LUI. Causa inconsapevole di tutto questo.
La cura nel vestirsi, nel farsi bella, a volte provocante. Per LUI, che neanche immagina tutto questo. O si'?
Sta di fatto che gli altri lo vedono. Leggono il cambiamento e me lo fanno notare.



Luglio - novembre.

Emma

domenica 21 novembre 2010

impulsi

Fatto sta che credo che la mia ira funesta domani investirà con la sua furia distruttiva codesto blog.
Mi concedo una notte per cercare di trattenermi.

pelide-petunia

venerdì 19 novembre 2010

l'acqua calda?



Fatto sta che stavo studiando cose interessanti e allo stesso tempo anche non immediatamente fruibili come la dissonanza cognitiva, la teoria dell'inferenza corrispondente, alcuni risultati di ricerche psicosociali da leggere sulle faccette di un cubo, proprio come quello di Rubik, i costi cognitivi di una sottocategorizzazione, e poi, proprio a proposito delle riserve cognitive di un individio, nel caso specifico in cui non le abbia più per una serie di motivi, leggo: il riposo e gli stati affettivi positivi abitualmente aiutano a rifocillare il Sé.


E mi è sembrata una frase così umana, così...vera nella sua...tenerezza mi viene da dire, che non ho potuto che sorridere e diffonderla.


Sai, una giungla di nozioni altisonanti e poi un ritorno alle piccole cose fondamentali dell'umano esistere. 


Che sono sempre quelle, ma si pensa di poterne fare a meno. 


Con l'attitudine sprezzante di chi pensa che la vita abbia presupposti particolari. 


Quando invece sono gli stessi per tutti.


Va bene, và, 'notte, vado a rifocillare il Sé, che domani voglio continuare ad essere una persona gentile.

petunì