Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Blog sentimentale.
giovedì 18 novembre 2010
martedì 16 novembre 2010
gli esami non finiscono mai
Questa mattina è stata tragica.
Già sconvolta dalla notte insonne, dal piccolo che alle 4.45 vagava per casa alla ricerca di un ciuccio, trova quello con la campanella, lo sento sulle scale, in realtà era guidato dal mio stare come stavo, ne sono certa, perchè lui è legato in questo modo viscerale a me, e mi dispiace...dicevo, oltremodo sconvolta dalla massa informe di nozioni che giravano, si accavallavano, prendevano un altro senso nella mia testa e quindi dalla conferma di iniziare ad avere la memoria fallata, ecco, vedi, quella malattia lì che non riesco a dirti neppure il nome, sta a vedere che è genetica, e io ci sono dentro, io sono, non i miei fratelli, perchè lo puoi anche solo vedere dal confronto di due foto di me e di lei, che toccherà a me, perchè sono passate cose a me di lei, che neanche lei sopportava e vedrai che ci sarà anche questo. Ma ci puoi credere?
Questo verso le 3.
L'esame era alle 10,30.
Poi il 7 mi porta a Greco che praticamente era ancora buio, apro io l'U6, scaldo io la macchinetta per il primo caffè, apro io l'aula studio per ripassare. E mi siedo. E piove.
E ripasso due cose. E poi inizio a pensare a un sacco di tempo fa, a quando avevo iniziato la prima volta e tutte le reminiscenze del caso si attivano, attivazione per propagazione veloce. E' un processo automatico, non ci puoi fare nulla. E' inconscio.
Puoi farci qualcosa quando hai una risorsa cognitiva in più, almeno maggiore di 'sonno zero'.
Ma ormai i pensieri si sono infilati come la metro nel suo tunnel, lucebuiolucebuiolucebuio in rapida alternanza.
Tutte le pubblicità sulle pareti del tunnel sono i miei ricordi.
Rivedo le facce, c'eravamo ancora tutti e stavamo insieme.
Io avrei potuto fare di meglio, certo, ma poi cosa vado a pensare ora, non è la giornata, il momento. Il passato è passato, ma lascialo là!
Ma come hai detto bene tu, ogni cosa ci trapassa ed è giusto così, perchè l'alternativa sarebbe stata non trovarsi, se non ci fosse stata quella componente di ingenuità che persiste nonostante gli anni e la vita.
Poi entro in aula, mi siedo, mi danno un foglio. Ma cos'è sta roba? Test a risposta multipla?!
Te ne faccio 20 di test a risposta multipla questa mattina.
Però siamo sincere: oggi rema a favore.
E tutto si ridimensiona.
Io ritorno ad andare bene. Io e le mie conquiste personali recenti che mi fanno 'andare bene'.
Il ghiaccio è rotto.
Nel peggiore dei modi.
Ma è rotto.
Petu-studia
venerdì 12 novembre 2010
Parole
Le parole mi sono nemiche.
Fraintendimenti. Ricerca di significati inesistenti, nemmeno sottointesi.
Le lascio andare, fiduciosa che riescano a trascrivere i miei pensieri, mi illudo che lo facciano....
Non e' cosi'.
Vengono bistrattate da chi le incontra. Girate e rigirate, interpretate, sconvolte, maltrattate.
Non dovrebbe essere cosi'.
Vorrei ingabbiarle. Trovare il modo di legarle a me in modo che mi rappresentino fedelmente.
L'unico modo e' imprigionarle dentro senza farle uscire.
Emma
mercoledì 10 novembre 2010
ibs
Trovo il pacco di ibs fuori dalla porta. E' arrivato, che goduria!
Lo faccio entrare in casa furtiva come se lo dovessi difendere da altri predatori e mi siedo per terra ad aprirlo.
Adesivo trasparente, via. Plastica da imballaggio che faccio allegramente scoppiettare, via.
Eccoli lì..
La fortuna non esiste di Mario Calabresi. Certo, sono innamorata di lui.
E' successo una mattina durante una sua intervista a radio24.
'Ma di chi diavolo è questa voce?' pensai in preda a una vampata.
Era lui.
Un uomo importante e tranquillo. Un uomo chiaro, trasparente. Che non ha paura.
Un uomo solido e accessibile.
Purtroppo è sposato, come ebbi modo di verificare immediatamente dopo l'intervista.
'Purtroppo', come se la cosa facesse la differenza nel caso non lo fosse.
Beh, ma per me la fa.
Nel mio mondo rovesciato può anche succedere che Mario Calabresi mi veda e si innamori perdutamente di me. E' per questo che è bellissimo viverci.
Poi.
Osho, Il libro arancione, tecniche per il risveglio della consapevolezza.
Una persona consapevole è ciò che vorrei diventare nella vita. Mi sento in tinta.
Il libro dei bambini di Byatt, tutto da scoprire. Strano. Addirittura plastificato.
Venuto al mondo della Margaret, che se la tira un po', ma è brava e mi piace.
Manoscritti segreti di Qumran, a volte mi prendono 'ste manie e Delizie con il pollo.
Eccola qui la mia risposta! Domani si cucina.
petu lettrice
martedì 9 novembre 2010
Jane parla per me.
"E quanto a me? Esistevano forse i semi di un sentimento che potesse consentirmi di scoprire ciò che un periodo di tempo illimitato e la spensieratezza potevano suscitare? E se esistevano, per chi erano stati piantati?
Così, rimasi desta per gran parte della notte a contemplare le stravaganze del cuore, forse a causa del sonno inquieto di mia sorella accanto a me, o forse per gli impulsi discordanti del mio stesso cuore. La natura fin troppo appassionata che avevo sempre posseduto, anche se l’avevo sempre ammantata in un contegno solitamente sobrio ed assennato, mi aveva condotto ad affezionarmi troppo in fretta e troppo a fondo a uomini di condizioni del tutto diverse dalla mia, dai quali mi avevano separato il patrimonio, oppure divergenze caratteriali tali da non propiziare la felicità. Geoffrey Sidmouth apparteneva senza dubbio a tale categoria. Una donna più ragionevole avrebbe concesso senza riserve il proprio cuore al prode e cortese capitano Fielding, il quale con la sua apparente gentilezza , i suoi saldi principi e il suo schietto disprezzo per tutto ciò che era ignobile, sembrava costituito dalla stessa materia di cui era composta l’Inghilterra. Eppure, Percival Fielding non suscitava nessun moto nel mio cuore, perché, sebbene lo giudicassi dotato d’intelligenza e integrità, ritenevo al tempo stesso che difettasse d’immaginazione e umorismo.
Oltre a tutto ciò, vi era ancora qualcosa, ovvero una mancanza che non riuscivo a definire. Il capitano parlava e agiva in modo del tutto appropriato, eppure non riuscivo a sentirlo sincero. Era stato di certo molto schietto il giorno prima, nel discutere dei contrabbandieri, tuttavia avevo l’inquietante sensazione che fosse tale soltanto allorché questo conveniva al suo scopo, e che la sua franchezza fosse artificiosa, quasi simulata.
Al contrario Geoffrey Sidmouth non era affabile ne’ riservato. Era semplicemente padrone di se stesso. Non celava i propri sentimenti, tanto da risultare quasi trasparente. Era impetuoso ed esplicito. Si capiva sempre cosa provava, anche se non se ne comprendeva affatto il motivo. Persino nei momenti più cupi, allorché non trovavo niente di più facile che diffidare dei suoi scopi, ero consapevole di essere alla presenza di un uomo."
Emma molto Jane
domenica 7 novembre 2010
due di due
Poffarbacco, ma è così difficile pensare che si sia in due, qui dentro?
Eppure lo abbiamo scritto: Emma e Petunia, due slalomiste sentimentali, etc.
Quando mi capita di imbattermi in un blog interessante, un post che mi fa sorridere o mi suscita ammirazione o disprezzo, penso 'fammi andare a vedere chi è questo/a', nel suo profilo.
Magari mi faccio un'idea in più.
In ogni caso, il fine del profilo è approfondire un incontro spesso casuale, nei limiti del possibile di questo strumento!
Invece no, perchè in questo splendido acquario tropicale, ci si sta così abituando all'essere speciale a tutti i costi, ove speciale non ha un'accezione necessariamente positiva, almeno per quanto mi riesce di vedere, che diventa preferibile un'iniziativa che rasenta il nevrotico, come essere una che finge di essere due, piuttosto che semplicemente realizzare di essersi imbattuti in un blog di due persone distinte.
Due che scribacchiano per farsi compagnia, questo come primo intento in assoluto, e ridere di loro. Due diverse.
Una ride in 'A' e l'altra in 'E'.
Una è mora e l'altra bionda.
Una ha studiato francese, l'altra russo.
Una è surrealista cronica, l'altra esistenzialista.
Una ha degli amici, l'altra altri.
Insieme altri ancora.
Ma con un comune denominatore talmente forte da rendere unico, e normale ogni momento vissuto insieme.
Un comune denominatore che rende questa amicizia un legame forte. Molto forte.
Certo, potrei evitare anche di precisare che si sia in due e chissenefrega, che ciascuno pensi quello che vuole.
Invece ne parlo perchè non sono le reciproche individualità che vogliono emergere, bensì il legame che ci unisce e che ci fa muovere come danzatrici esperte, come sapienti acrobate che precedono l'una le intenzioni dell'altra.
E che celebro e ringrazio di condividere.
Ora un'osservazione che ho avuto modo di testare con metodo scientifico: sai gli allegri personaggi di cui ho parlato in 'hot chat'? Loro capiscono al volo che siamo in due: sai com'è, ménage à troi garantito, e soprattutto gratuito!
Petunì di lunedì
giovedì 4 novembre 2010
Posta che ti passa
Tesoro di una Petu, questo e' uno dei risvegli piu traumatici che mi sia capitato.
Ma va bene, va bene cosi'.
E poi qui ci sei anche tu. Sara' anche anomalo condividere un blog, ma condividere e' bello, condividere con te e' rassicurante. Sola non sarei qui.
Amiamo forte, odiamo forte. Si', poi magari tu sei piu' centrata, io meno.
Ma il senso di tutto e' lo stesso.
La vita, le esperienze, non ci passano vicine, ci trapassano.
Si insinuano, cercano un posto, una collocazione dentro di noi e finche' non la trovano non ci danno pace.
Non so perche' ti scrivo tutto questo.
E' un momento cosi'.
Penso, ricerco, penso. Si' penso tanto.
Emma